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Repubblica – Libro nono.
«…..Ma quando, credo, un uomo temperante e di sani princìpi va a dormire dopo aver destato la sua parte razionale ed averla nutrita di nobili argomentazioni e nobili ricerche, raggiungendo la pace interiore, e non tiene a digiuno né ingozza la parte concupiscibile, affinché dorma e non turbi con le sue gioie o afflizioni la parte migliore, ma lascia quest’ultima sola con se stessa a indagare, nel suo desiderio di conoscere ciò che ignora del passato o del presente o del futuro; ed allo stesso modo ammansisce la parte impulsiva e non dorme con l’animo sovreccitato perché si è adirato con qualcuno, ma si mette a riposare dopo aver placato quelle due parti e stimolato la terza in cui ha sede il senno, allora sai che in tale stato coglie al massimo grado la verità e non gli appaiono assolutamente quelle visioni immorali dei sogni…..».

Il corsivo e’ mio. Non intendo discutere questo frammento o altri testi, non sono un filosofo,  ma solo utilizzarli come spunto di riflessione sul tema “sonno”.
Briciole di Sonno e Platone
luglio 22, 2018

Una esplorazione semiseria.
Molte delle cose che si dicono intorno al sonno sono derivate dal cosiddetto “buon senso comune”.  Per questo motivo, sono le stesse ripetute nei millenni.
Platone mi sembra un buon riferimento iniziale, sia perche’ nei suoi scritti si trova piu’ volte l’argomento e sia perche’ costituisce un ponte verso il passato.
Un passato “altro”, nel quale:
  • ci sono ancora gli dei, prima dell’avvento del dio unico;
  • il paradosso di una comunita’ di cittadini appoggiata sopra una societa’ di schiavi e’ inizio della democrazia politica;
  • filosofeggiare e’ considerato un buon passatempo, tra una sbronza e l’altra.
E’, inoltre, un passato a contatto con altri “passati”, ancora piu’ esotici.
Ad esempio, ammesso che sia nato nel 428 a.c , Platone e’ contemporaneo di circa 150 milioni di esseri umani in tutto il pianeta, non i 6 miliardi che toccano a noi.
Ci pensate.? Sarebbe come se una qualche epidemia eliminasse tutti gli umani tranne tedeschi e italiani. Ci sarebbe spazio in abbondanza, verrebbe da dire.
Ma evidentemente non e’ cosi’, se gia’ nel 480 a.c. c’era stata la battaglia di Salamina.
Ed e’ anche il tempo in cui i cosiddetti “celti” attraversano le Alpi ed inizia la battaglia della moda dei calzoni contro le toghe. Un mondo senza jeans! Ma abbiamo perso…

Briciole di Sonno e Platone 1.0
agosto 24, 2018
La prima osservazione e’ che parlando di un uomo, Platone lo identifica con il suo carattere, comportamento principale, ad es. “temperante”, assieme alle sue convinzioni “di sani principi”.
Non si parla del suo status: “un cittadino”, “uno schiavo”, “un giovane”, “un ricco”, “un medico”….. Ma forse solo perche’ e’ dato per scontato che con “uomo” si parli di una certa categoria, quella dei cittadini (ovvero benestanti) adulti.
Comunque sia, e’ un modo diverso di parlare da quello a cui ci hanno abituato gli attuali mezzi di comunicazione, dove quasi sempre si indica uno status attribuito: un turista, un trentacinquenne, uno straniero, un bambino. Non ricordo un titolo di giornale che dica: un uomo tranquillo e di scarsa moralita’…., un irascibile ma molto pio…, un delinquente di sani principi……, ma non leggo molti giornali.
La seconda osservazione e’ che si parla di un uomo, le donne sono diverse.
La terza osservazione e’ che l’uomo e’ composto da almeno tre parti, ognuna con le sue esigenze di cui tener conto.
Una parte che riguarda i nostri pensieri, le nostre riflessioni. “nostre” perche’ ci sembra di poterne decidere l’oggetto: ad es. il lavoro, lo sport,……
Una parte che riguarda le esigenze del corpo, come mangiare e bere, sesso e salute.
Una parte che riguarda l’anima nascosta, ad es. la rabbia dell’offesa subita, della risposta non data, del non poter fare quanto desiderato, della pulsione irragionevole…
La quarta osservazione e’ che, se ben preparato, il sonno porta la verita’ e non i sogni immorali. Ovvero “..le nobili ricerche.. troveranno la loro soluzione, la verita’, nel sonno.”. Una visione strumentale ad un fine deciso in veglia.
Sonno come attivazione di quella parte del ragionare che di giorno non riesce bene. Sonno come parte di se’ , nascosta ma al lavoro, da utilizzare. Altrimenti, arrivano i sogni immorali, inutili al senno, l’equivalente di una sbronza in veglia.
Ognuna delle osservazioni precedenti tocca capitoli che si sono sviluppati nei secoli e che ancora non sono chiusi, ammesso che lo saranno mai.

Briciole di Sonno e Platone 1.1
settembre 26, 2018
Comportamenti e convinzioni, quindi.
Riflettere sul fatto che la stessa azione evidente a tutti possa avere motivazioni diverse, ovvero l’indicazione che quello che si crede di aver visto puo’ avere significati diversi, e’ probabilmente la base del dubbio, della tolleranza, del diritto.
Normali argomentazioni da avvocato ( “ha ucciso,…. ma per onore!”) , ma forse anche neuroscienze culturali.
Esempio.
Invito Mario e Muhammad a cena. In attesa dell’antipasto apro una bottiglia di vino e lo offro ai miei invitati. Entrambi rifiutano cortesemente. Mi dico: “Un pio cattolico ed un pio musulmano. Anche piu’ di quello che mi aspettavo..”.
Durante la cena Mario accetta un bicchiere, ma non Muhammad e con cautela chiedo chiarimenti.
Mario spiega che il medico gli ha detto che l’alcool gli fa’ male, di berne poco e solo durante i pasti; Muhammad dice che la sua religione non glielo consente.
Differenza totale, e non si tratta solo dell’occasione esposta.
La religione cattolica non solo non vieta, ma bensi’ richiede di bere vino come pratica sociale.
Gesu’ spezza il pane e offre il vino, “bevetene tutti..”; ne moltiplica le botti alle nozze.
Per i musulmani il vino è considerato come qualcosa da evitare perche’ tutte le bevande alcoliche portano uno stato di ebbrezza che allontana il fedele dal suo continuo rapporto con Allah.
Di conseguenza, il simbolo, il significato e tutti i collegamenti culturali del vino per i due uomini sono molto diversi.
Domanda per le neuroscienze sociali:
"I circuiti neuronali coinvolti nel comportamento di rifiuto del vino all’aperitivo, conclusosi con un identico “No, grazie”, possono essere ipotizzati gli stessi per i due uomini?
Briciole di Sonno e Platone 1.2
ottobre 24, 2018
Si va a dormire dopo aver destato la parte razionale, averla nutrita adeguatamente con buoni ragionamenti e “…aver raggiunto la pace interiore”.
Rigirarsi nel letto con “i pensieri” era evidentemente un problema ben conosciuto anche all’epoca.
Ma non si possono certo risolvere tutti i problemi prima di sera, e allora come fare?
Le tecniche sono varie e ognuno ha la propria preferita.
A me piace quella della scrivania in ordine. La prima. e unica. regola di questa tecnica, dice che prima di uscire dall’ufficio (chiudere la giornata di lavoro), la scrivania deve essere in ordine.
Questo significa che:
  • le attivita’ chiuse sono archiviate o nella pila delle cose da archiviare.
  • le attivita’ aperte sono riposte nelle loro cartelline, col programma delle cose da fare l’indomani
  • le attivita’ da affrontare sono nelle loro cartelline, in ordine di priorita’.
  • gli attrezzi ed utensili sono nei loro scomparti, pronti all’uso.
Ovviamente la scrivania non e’ solo quella reale dell’ufficio, ma anche quella virtuale della vita.
Cosi’ raggiungo la mia pace intellettuale interiore, almeno a sufficienza per affrontare la serata.

Briciole di Sonno e Platone    1.3
novembre 27, 2018

Il sonno dell'uomo e quello della donna.

Iniziamo col distinguere uomo/donna da maschio/femmina.  L'uso improprio di queste parole genera di per se' confusione.
In generale, ci si attende che un uomo sia un maschio ed una donna sia una femmina. Questo perche' “in generale” e' cosi'. Ma uomo/donna sono definizioni di tipo sociale, mentre maschio/femmina e' una definizione medico/scientifica. Entrambe sono quindi definizioni convenzionali che cambiano nel tempo e nelle diverse societa'.
Le discussioni sugli uomini femmina e le donne maschio non possono aver fine e gli individui coinvolti subiscono il trattamento speciale (tollerante/intollerante, positivo/negativo) che ogni societa' impone alle sue minoranze.

Parlando del sonno del maschio e di quello della femmina, possiamo dire che se si conosce poco del sonno del maschio (essere umano semplice, con cicli ormonali lenti, non procreativo), figuriamoci quanto poco sappiamo di quello della femmina.
Se Platone, per un uomo (pensando al maschio), ipotizza  almeno 3 parti, per una femmina ne serve sicuramente qualcuna in piu'.
Il fatto che anche in ambiti professionali si continui a parlare del sonno delle donne e non di quello delle femmine e' un indicatore di qualcosa che non funziona, almeno nella comunicazione scientifica se non negli stessi scienziati stessi.


Sonno e Platone 1.4
febbraio 21, 2019
“....non tiene a digiuno né ingozza la parte concupiscibile,....”.

Nel mondo di oggi la tematica viene equiparata a Sonno e alimentazione e l'alimentazione ridotta ad enogatronomia:  “Se mangi salato, poi bevi molto e ti deve alzare la notte per andare in bagno” “Se bevi alcool ti addormenti, ma dormi senza riposarti” “ Se mangi troppo, se mangi troppo poco, se  mangi ,.......”.  
Come se tutte le “parti concupiscibili” avessero gli stessi desideri e le stesse capacita'.
Invece c'e' chi ama la cioccolata e chi la odia e non si puo' ridurre il desiderio all'alimento od ad un insieme di alimenti.

Sonno e Platone 1.5
marzo 30, 2019
Viene completamente sottovalutata, quando presa in considerazione, la parte sessuale.  
A molti oratori del sonno piace una battuta con ammiccamento finale del tipo “.....dedicare la camera da letto solo al sonno; anzi al sonno e a quell'altra cosa.....”.  Chissa' perche'.
Probabilmente perche' sono uomini. A molte donne che devono affrontare “l'altra cosa” col marito ubriaco e violento sarebbe gradito non inserire l'eccezione.  Allora anche per loro il letto potrebbe essere un posto sicuro e riposante.
Alcuni  studiano come l'attivita' sessuale favorisca il sonno. Si potrebbe avanzare l'ipotesi che apprestandosi al sonno si sia in una situazione “sicura” anche per l'attivita' sessuale e la relativa seguente “stanchezza”.



 
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